Associazione Sindacale
Politeia Scuola
C.F. 94191520363
Sede legale: Strada Morane 76/1, Modena (MO)
41126 | Responsabile: Lioumis Ioannis
tel. 0593968036

Politeia Scuola
18 gen 2026
Purtroppo nelle loro violente contestazioni, molti genitori riversano tutti i problemi e le frustrazioni della propria vita.
La maestra era stata ingiustificatamente e violentemente contestata da alcuni genitori, e in particolare dal padre di uno di essi che l’aveva pure definita “un mostro”. Il genitore aveva poi inviato numerose lettere alla direttrice didattica dell’Istituto, attribuendo alla maestra comportamenti particolarmente gravi nei confronti dei bambini, tanto che, in conseguenza delle sue reiterate affermazioni diffamatorie, la docente era stata addirittura sottoposta a valutazione psichiatrica medico-legale. Addirittura era sospesa dal pubblico servizio. La maestra ricorreva chiedendo risarcimento danni.
I giudici dei primi due gradi avevano respinto le pretese risarcitorie della maestra. Secondo la loro sentenza “...............non era emerso un contesto offensivo della reputazione dell’insegnante e le critiche inviate dal genitore, non trascendevano comunque nella diffamazione".
Assurdo, nonostante che a seguito della condotta del predetto genitore, era stata sottoposta anche a procedimento penale per i reati di cui agli artt. 572 e 582 c.p. dal Procuratore della Repubblica di Pisa, poi, giudicata completamente innocente e prosciolta da ogni accusa), i giudici hanno avuto il coraggio di respingere il suo ricorso. Un altro schiaffo ai poveri docenti, questa volta dall'ingiusta giustizia.
La maestra convinta della sua innocenza e dell’ingiustizia subita dai giudici dei 2 gradi, ricorreva in Cassazione, Sez. III, la quale attraverso l’ordinanza, n. 9059, cosi si esprimeva……… “La Corte di Cassazione ha concluso affermando che il giudice civile, nella valutazione e liquidazione del danno, non può e non deve ignorare il preoccupante clima di intolleranza e di violenza, non soltanto verbale, nel quale vivono oggi coloro cui è demandato il processo educativo e formativo delle giovani e giovanissime generazioni. Il prestigio connesso all’esercizio della professione di docente e l’onore che ad essa viene riconosciuto dalla comunità in cui l’insegnante è inserito sono specificamente tutelati dalla legge, che, all’art. 341-bis del codice penale prevede proprio il reato di oltraggio a pubblico ufficiale: Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni.
Purtroppo nelle loro violente contestazioni molti genitori, riversano tutti i problemi e le frustrazioni della propria vita.

