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Dalla Politeia Scuola di Campania: Non siamo più garantiti nei diritti fondamentali della nostra professione

12 lug 2026

quali il rispetto e la libertà d’insegnamento

“Ogni giorno ci accorgiamo di non essere più garantiti nei diritti fondamentali della nostra professione quali il rispetto e la libertà d’insegnamento. Il Collegio dei Docenti, che è l’organo "collegiale" per eccellenza, da cui dovrebbero sortire le principali proposte didattico-organizzative e le relative delibere, si sta svuotando di potere decisionale. L’autonomia si è ben presto rivelata una formula in cui tutto è lecito, in barba alle norme contrattuali e alla serena convivenza civile. Il dissenso dialettico è visto come un pericolo. Di fronte alla protesta o alle prese di posizione pubbliche, gli argomenti non contano più nulla: conta soltanto la minaccia all’ordine/dall'ordine costituito. In questo marasma le autorità istituzionali (USR, UST, Ministero in senso ampio) si tengono ben alla larga dal fare chiarezza, preferendo appoggiarsi all’autonomia dirigenziale usata come alibi. I Presidi da parte loro (chiamati Dirigenti scolastici dopo un corso di 300 ore), si sentono attaccati e reagiscono con autoritarismo e spirito corporativo. Tanto meno si sentono tutelati dai loro organismi superiori, tanto più attaccano i loro sottoposti, "facendo vedere chi comanda". Altro che corso di 300 ore, ci vuole formazione continua che alleni all’esercizio della democrazia costruendo una leadership basata sull’autorevolezza e sulla trasparenza e non sull’autoritarismo. Altro problema dei lavoratori della scuola è l'abitudine a subire e a chinare il capo davanti al Capo, lamentarsi nei corridoi, non essere disposti a mettere per iscritto, né a testimoniare e pretendere che "altri" risolvano il loro problema senza che loro si espongano. Questo atteggiamento fantozziano permette abuso di potere, disparità di trattamento e rovina le scuole. Non a caso infatti, secondo recenti studi internazionali, la scuola è uno dei settori lavorativi più colpiti dal fenomeno mobbing. Che sia chiaro, non vogliamo chiedere o elemosinare la vostra delega promettendovi tutto l’universo (ormai l’unico rimasto da promettere, poiché tutto il resto è gia stato promesso da altri), o ancora peggio promettervi un “ricorso gratis” qualora vi iscriveste con noi. Vogliamo semplicemente sperare ancora di salvare la scuola Pubblica, facendo appello alla vostra coscienza, perché è l’unica che (quando necessario) possa rimproverarvi. Vogliamo esortarvi a non abbattervi ma continuare a combattere per quelli che riteniate siano i vostri diritti.

Per il Sindacato Politeia Scuola

Prof. Lioumis Ioannis

Coordinatore della provincia di Modena

E presidente nazionale

“L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti"

Antonio Gramsci (11 febbraio 1917)

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