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Politeia Scuola
15 feb 2026
ma rinuncia al risarcimento, in cambio di un’offerta al suo istituto comprensivo
I genitori degli alunni avevano pesantemente attaccato una maestra di 60 anni, 41 dei quali passati in cattedra. Senza nemmeno perdere tempo a chiederle delle spiegazioni, 17 di loro (molti probabilmente senza nemmeno rendersi conto dei contenuti) avevano sottoscritto una lettera, inviata sia al preside che all’assessore all’Istruzione. In quella lettera l’insegnante veniva descritta come impreparata e assenteista.
La macchina diffamatoria aveva raggiunto la maestra in un momento di particolare sofferenza e fragilità, quando ancora non erano terminate la sua malattia e le terapie. Si è trattato di un accanimento, una vera e propria gogna mediatica ai danni della docente.
Ma lei non ha fatto passi indietro e ha querelato i firmatari.
Il giorno 16 di marzo del 2024 il Giudice di Pace nella provincia di Treviso le aveva dato ragione. La maestra "vedendo i genitori chiedere miseramente scusa" aveva rinunciato al risarcimento, in cambio di un’offerta al suo istituto comprensivo per l’acquisto di materiale didattico per l’insegnamento della lingua inglese.
Cari docenti, purtroppo il mondo della scuola è radicalmente cambiato. La figura dell'insegnante, un tempo percepita come una figura che incarnava il sapere e l'ordine, oggi è spesso messa in discussione, vivendo una crisi di autorevolezza sociale.
Secondo un sondaggio Ipsos presentato ad un congresso sindacale nel 2024, per il 75% dei docenti le continue interferenze delle famiglie nelle dinamiche didattiche, talvolta intromettendosi in questioni puramente tecniche, sono uno degli aspetti più problematici del loro lavoro.
Oggi, l'insegnante è spesso vissuto come un semplice "erogatore di servizi" spendibili secondo le logiche volute dal mercato, mandando in frantumi ogni libertà d'insegnamento, etica e rispetto della professione docente.
P.S: Ricordatevi che la denuncia di abusi, soprusi, mobbing o illeciti all'interno dell'ambiente scolastico è un vostro diritto, niente paura.


