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Permessi retribuiti per motivi personali o familiari

Politeia Scuola

16 ott 2026

Un diritto, non una concessione

Al personale docente e ATA


COMUNICATO SINDACALE


Oggetto: Permessi retribuiti per motivi personali o familiari – un diritto, non una concessione


Care colleghe e cari colleghi,


continuano ad arrivarci segnalazioni su comunicazioni in cui il D.S «concede» o «non concede» i permessi retribuiti per motivi personali o familiari. Facciamo quindi il punto su cosa prevede il contratto.


L'art. 15, comma 2, del CCNL 2007 stabilisce che il dipendente «ha


diritto, a domanda» a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari nell'anno scolastico, documentati anche con autocertificazione. Il diritto spetta anche ai supplenti con contratto al 31 agosto o al 30 giugno (CCNL 2019-21). Per gli stessi motivi i docenti possono fruire dei sei giorni di ferie durante le attività didattiche, prescindendo dalle condizioni ordinarie (art. 13, c. 9).


Il Dirigente quindi non «concede» il permesso: verifica la regolarità della richiesta e ne prende atto.


IL DINIEGO È ILLEGITTIMO se motivato con generiche esigenze di servizio, se entra nel merito di motivi specificati, o se non è dato per iscritto.


PUÒ ESSERE LEGITTIMO se i giorni sono esauriti, se la richiesta indica solo «motivi personali» senza alcuna specificazione, o in circostanze del tutto eccezionali, concrete e motivate per iscritto.


I NOSTRI CONSIGLI


- Indicate sempre un motivo specifico, anche sintetico, senza dettagli sanitari o riservati.


- In caso di diniego, chiedete la motivazione scritta.


- Se la motivazione non vi convince, contattate il Sindacato.


Per informazioni e assistenza: info@politeiascuola.it


Politeia Scuola



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